I doni di ognuna per il bene di tutte

“Comunione di vita” è fare spazio ai doni di ognuna, ma per il bene di tutte. Non si entra in comunità per fare carriera. L’Ordine non deve essere il trampolino di lancio della mia persona, ma la mia persona può e deve promuovere l’Ordine, perché il carisma è un dono per la Chiesa e per il mondo: sono chiamata, insieme alle mie sorelle, a renderlo vivo e a diffonderne la gioia. E se la comunità valorizza i doni di ognuna, questo rafforza l’unità, la comunione e moltiplica la letizia.

In comunità, abbiamo mille motivi per gioire. C’è chi cucina a meraviglia e chi, con il suo studio, ci aiuta ad andare in profondità nella comprensione della Parola; c’è chi dipinge e chi canta, chi suona e chi ricama; alcune sorelle hanno il dono speciale della parola, altre dello scritto, altre, invece, amano ascoltare (quanto bisogno c’è di questo dono, nel mondo di oggi!).

Al cuore delle nostre giornate sta la preghiera liturgica attraverso la quale Cristo intercede continuamente per i bisogni del mondo attraverso le nostre parole e le nostre vite. La Parola ascoltata in coro e custodita amorosamente nel cuore, entra nella nostra carne e ci accompagna anche durante il lavoro, la ricreazione, i pasti, gli incontri comunitari. Appassionate di Colui che è la Parola di vita, facciamo esperienza di una gioia che ci è stata donata e che riempie le nostre vite. Diceva il Beato Reginaldo: “Io credo di non essermi fatto alcun merito vivendo in quest’Ordine, perché vi ho sempre trovato troppa gioia”. E dello stesso Domenico si racconta che fosse sempre gioioso, eccetto quando condivideva il dolore o le ferite delle persone. La letizia nasce dall’intimità con la Parola ed è sorgente e fecondità della nostra predicazione. Essa, infatti, è dono dello Spirito del Risorto. Vita domenicana è brillare di gioia per Dio. È risplendere della sua luce, riflessa sul volto di chi lo cerca: “Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Gv 8,12).