ritorna alla home pageL’ORDINE DOMENICANO 

E LA VITA CONTEMPLATIVAS.Domenico ai piedi del crocifisso (B.Angelico)

 

 

"L’Ordine dei Predicatori" più comunemente conosciuto come " Ordine domenicano", si rifà al suo Fondatore S. Domenico di Gusmàn, nato a Caleruega (Vecchia Castiglia) in Spagna intorno al 1170. 

    All’età di ventiquattro anni circa, già canonico del capitolo della cattedrale di Osma, si distingue per umiltà e santità e forse anche per questo, il suo vescovo Diego de Acebes, lo porta con sé in un viaggio verso la Danimarca (1203 circa). Varcati i Pirenei, insieme prendono coscienza di due realtà: molti cristiani sono vittime dell’eresia catara che invade il sud della Francia e i pagani dell’est Europa non ancora raggiunti dalla predicazione del Vangelo. E proprio durante questo viaggio, sostando in una specie di albergo, Domenico si accorge che l’albergatore stesso é infetto da tale eresia.

    Il suo zelo apostolico allora, lo spinge a interessarsi di quell’anima e dopo una lunga notte di convincente discussione, l’eretico ritorna alla fede.

    Domenico non aveva mai pensato di fondare un Ordine religioso, ma questo viaggio avventuroso, che lo mette a conoscenza di nuove realtà, lo interpella e, proprio guardando "fuori di sé", scopre ciò di cui gli altri hanno bisogno e per lui, la sua nuova vocazione. E così, insieme al suo vescovo, incomincia a muovere i primi passi verso quel progetto che lo porterà ad essere il fondare di un nuovo Ordine, "l’Ordine dei Predicatori" le cui comunità dovranno ispirarsi alla prima Comunità di Gerusalemme, con una vita veramente fraterna, dedita alla lode di Dio e allo studio. 

    Una vita quasi monastica ma aperta alla missionarietà, alla predicazione del Vangelo per la salvezza delle anime.

    Egli vuole che i suoi frati siano intenti allo studio per essere più idonei a "parlare con Dio nella preghiera e a parlare di Dio nella predicazione". In ciò, egli dava per primo l’esempio: "... parlava o con Dio o di Dio", ci dicono i suoi contemporanei.

     Studio, preghiera, predicazione, é tutto un programma!

     Domenico dunque fa una magnifica sintesi fra la vita contemplativa e quella apostolica. E’ una novità assoluta! Se prima la predicazione era compito esclusivo dei vescovi, ora i frati predicatori potranno dedicarsi a tempo pieno alla predicazione, in forza della loro appartenenza a questo nuovo Ordine.

    S.Domenico prega: "mio Dio, mio Dio che ne sarà dei peccatori?" Dio ha riversato nel cuore di Domenico la Sua misericordia e lui l’ha accolta tutta, tanto da diventare un assetato di Verità sul mistero di Cristo. Egli allora ha uno sguardo nuovo sull’umanità, uno sguardo di compassione per gli uomini peccatori, per coloro che si trovano nell’errore

    Combatte per la fede e per la pace non meno dei crociati (1209), ma non con la spada, bensì con la parola, con l’esempio di vita e con la preghiera. 

    Di notte infatti lo sentono pregare e piangere: "Dio mio, che ne sarà dei peccatori?" 

    I suoi contemporanei dicono che "egli dava la notte a Dio e il giorno ai fratelli".    

     Molti purtroppo hanno fatto di Domenico un inquisitore, ma la storia dice che l’Inquisizione nasce sotto il papato di Lucio III e l’imperatore Federico Barbarossa nel 1184. Anche la vera inquisizione romana creata da Gregorio IX nel 1233, non avrà nulla a che fare con Domenico, poiché egli morirà dodici anni prima.

      Egli fu certamente un atleta della fede, un difensore della Verità, ma nessun documento contemporaneo accenna minimamente che abbia partecipato a repressioni violente contro gli eretici, anzi: " Trattava con molta carità gli eretici e li esortava e li induceva a fare penitenza e a convertirsi alla fede"

(Atti del processo di beatificazione).