La nostra comunitÀ

 

la comunità ti dice "ciaooooooo"

La nostra Comunità é formata da 19 sorelle di ogni età provenienti da regioni e nazioni diverse. La giornata tipica scorre nel clima di silenzio, tanto caro a S. Domenico, perché egli credeva fermamente, fosse quel campo nel quale si semina e si coltiva la Parola; il terreno adatto per farla crescere e maturare.

 

La celebrazione Liturgica, semplice e solenne al tempo stesso, costituisce il fulcro della giornata che insieme alla preghiera privata, scandisce il ritmo comunitario e ci fa sentire veramente "presenti" a noi stesse per comunicare poi agli altri la "viva presenza di Cristo". "Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi?" (Lc 24,32)

 

 

 Lo studio, dicono le nostre Costituzioni, "é parte genuina delle osservanze dell’Ordine, alimenta la contemplazione e favorisce la pratica dei consigli evangelici.

Le monache abbiano come ottimo maestro S.Tommaso d’Aquino e si nutrano della dottrina mistica dei Padri". La contemplazione, propriamente detta, cioé il "semplice intuito della verità divina", é un atto dell’intelletto; ma nasce dall’amore, perché é la carità che spinge alla contemplazione; e termina nell’amore, perché "la visione di Dio" accresce la carità. Per cui, la pienezza della contemplazione consiste proprio nel traboccare, perché la contemplazione é veramente qualcosa di fortemente dinamico; é la carità di Cristo che urge. Dunque é quel mantenere lo sguardo continuamente fisso in Dio che ci permette di avere anche uno sguardo di misericordia sui fratelli. Per Domenico infatti non esisteva soluzione di continuità tra preghiera e azione, tra preghiera e vita. Egli pregava sempre, era sempre con Dio, perché la predicazione,secondo il nostro carisma, non viene dopo la contemplazione, ma é ancora contemplazione; é una contemplazione comunicata ai fratelli, una contemplazione a voce alta, perché possa essere conosciuta e condivisa. Allora, anche se noi nell’Ordine siamo considerate "il cuore", la dimensione prettamente contemplativa, siamo comunque "le predicatrici", nell’ambito e nel modo che ci compete e questo offriamo alle giovani che chiedono di far parte della nostra comunità.

 

La vita fraterna, secondo il desiderio di S. Domenico, deve riprodurre l’unanimità che regnava nelle prime comunità cristiane, in quanto, la testimonianza di vita evangelica é la prima forma di "predicazione" e rende efficace l’azione apostolica dell’annuncio "Essi erano un cuor solo e un’anima sola" (At 2,47). La comunità domenicana quindi è una comunità di poveri/e, dove "tutto é in comune" (At 4,32), di amore fraterno (At 4,32), di studio e di vita (At 2,42). E’ una comunità consacrata (At 6,4). La vita comunitaria domenicana, fa del convento o del monastero una "famiglia" nella quale ci si sforza di crescere nella carità fraterna e dove l’unità del fine domanda l’unità degli animi. C’é anche uno spazio per il lavoro perché é del nostro lavoro che viviamo. Alcune sorelle sono addette alla confezioni delle ostie e alla creazione di biglietti per celebrare i sacramenti (Battesimo, Prima Comunione, Cresima, Nozze). Occasionalmente vengono scritte le icone su tavole di legno o presepi in gesso. Altre Sorelle sono designate a turno nei servizi della casa. E c’é chi scrive, chi dipinge, chi fa musica, ecc. Un lavoro che non deve andare a detrimento della vita spirituale, ma che in questo momento ci impegna con i suoi proventi a sostenere le spese di ristrutturazione di una parte dello stabile. Nostro desiderio resta però sempre quello di poter ritornare a dare molto tempo alla preghiera, allo studio e all’ascolto dei fratelli.