Carissima Sorella e carissimo
Fratello,
sì, la vita ha un solo senso: quello di farne un dono, ... perché
la vita ha senso solo se é amore. Ora, é chiaro che l’amore é tanto più
grande e tanto più ricco e forte nella misura che si fa dono e dono
gratuito. Se pensiamo a Dio, diciamo che Dio é amore. Perché? Perché il
Padre si dona tutto al Figlio, il Figlio si ridona tutto al Padre e lo
Spirito Santo é questo eterno, ineffabile abbraccio di amore tra i Due.
Allora, quando Dio si manifesta anche fuori da se stesso, per esempio
verso di noi, é un’esplosione di amore e di donazione perché sprigiona
verso noi l’amore che circola fra i TRE. Possiamo anche fare dei
paragoni vicini a noi: La mamma culla il suo bambino, lo contempla, gli
sta accanto nelle notti insonni con tutta la sua dedizione senza nulla
chiedere in cambio al suo piccolo, e non potrebbe fare a meno di fare ciò
che fa. Allora, se la vita é un dono ricevuto, questo dono va anche
contraccambiato.
La Vocazione é la via per riportare al Signore il
dono della nostra vita. Ragioniamo: Se abbiamo ricevuto tutto da Dio,
con grande disponibilità, attraverso la strada che ci indica, vogliamo
rendergli tutto con amore. Allora, non possiamo escludere nessuna vocazione
ne coltivare pregiudizi. Restiamo aperti a tutte le strade. Ma tutte le
vocazioni ci chiamano comunque a uscire dalla nostra casa e da noi stessi.
“...chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà” (Mt 10,39).
Tutte le vocazioni ci invitano a scomodarci, ci invitano a rischiare, ma a
rischiare su e per che cosa? Il rischio é sempre qualcosa che intimorisce,
che fa sempre un po’ paura. Quando però si ha a che fare con Dio il
rischio si chiama AMORE e d’altra parte non c’é vocazione che non venga da
Lui. A volte però le vocazioni non riescono neppure a mettere un
piccolo germoglio, ed altre volte si perdono per strada, falliscono.
Questo fa davvero paura. Quante volte mi sono sentita chiedere: E se poi
non é la mia strada? E se poi non ce la faccio?. Ma queste domande me le
sono sentite porre anche da persone che si stavano sposando! ... Quando e
perché dunque, una vocazione può fallire? Quando si manca di
disponibilità. E, d’altra parte, non possiamo nemmeno pretendere di vedere
tutto prima del tempo. Se si aspetta di vedere tutto chiaro per avere
delle sicurezze, nessuno muoverebbe mai un passo. “Il ragazzo che io sposo
mi sarà sempre fedele?” “E la ragazza?...”Siamo così fragili..! “Avrò la
salute per sopportare la vita di missione?” “Riuscirò a vivere la
disciplina del convento?” E’ chiaro che tutto ciò che é umano é precario!
Allora che facciamo, non ci muoviamo più? Perché, lo stare fermi sulle
poche sicurezze che abbiamo nel momento presente, é una garanzia? Bisogna
pensarci, prepararsi, pregare, consigliarsi e poi, dar credito a Dio,
FIDARSI DI LUI perché é l’unica garanzia che tenga. La prova? In una
famiglia dove Dio é veramente presente e la fede é praticata , la famiglia
tiene. Perché, non ha problemi? I problemi ci sono, ma sono vissuti con
Dio e nella fede. Dove questa Presenza non c’é può succedere di tutto. Io
sono convintissima che tutti i mali della nostra società sono dovuti alla
mancanza di Dio nelle famiglie o comunque, nel cuore dell’uomo. E si vede
come le leggi umane non arginano! Ma anche nella vita di totale
consacrazione a Dio é necessario “ogni giorno” credere in Lui e vivere in
lui ogni cosa, ogni avvenimento, perché anche la vita religiosa é soggetta
ai problemi umani.
Ora, tutto questo discorso, l’ho fatto per
demolire, sì, per demolire quella visione irreale con cui la società,
attraverso i vari messaggi, vuol farvi credere che basta usare quella
crema per un successo sicuro in campo sentimentale. Oppure che basta avere
quella moto per sentirsi forti. O peggio ancora, che occorre passare
dall’esperienza del “mettersi insieme” passando da un’avventura all’altra,
per essere normali, altrimenti sei una persona stupida. Possiamo dire che
sono questi i valori che danno quella sicurezza di cui abbiamo tanto
bisogno? Decisamente NO! Su, coraggio, domandatevi perché voi giovani
siete così malati di insicurezza! Domandatevi perché non sapete prendere
decisioni personali e di conseguenza la vostra vita é sempre di
gruppo! Non sarà che vi nutrite di surrogati e non di valori? Vedete
come é lunga la strada da percorrere prima di parlare di vocazione vera e
propria? Ma può darsi che questo sia il momento, magari doloroso per
qualcuno, in cui si verifica una rottura d’equilibrio. Suona per tutto
l’ora della crisi che può essere un pericolo e al tempo stesso una
opportunità. Il pericolo potrebbe essere quello di soccombere, di
smarrirsi perché non si ha il coraggio di guardare in faccia la realtà.
L’opportunità invece, potrebbe essere di un salto qualitativo, di rilancio
in autenticità. Ogni crisi ci riporta agli interrogativi fondamentali
della vita.
QUATTRO VOCAZIONI PER TUTTI Forse voi,
giovani amici, avreste fretta di sapere subito come si fa a capire se si é
chiamati alla vita religiosa, oppure quella del matrimonio. Invece vi
chiedo un po’ di pazienza, perché il “presto e bene non stanno insieme”.
Occorre davvero fare un passo per volta per maturare con CHIAREZZA le
vostre convinzioni, anche perché non io devo darvi delle risposte, ma voi
dovete cercare di darvele attraverso delle coraggiose, profonde e pazienti
riflessioni. Dunque, ci sono quattro vocazioni per tutti. Forse altri
ve ne hanno parlato, ma nel dubbio non posso non accennarvele anch’io.
1a) Chiamata alla vita. Prima che tu
nascessi, nessuno pensava a te, né poteva immaginare che tu saresti
esistito/a. Ma Dio ti ha pensatao/a e pensandoti ti ha amato/a e poiché
Lui é Eternità, da sempre ti ha voluto/a. “Ti ho amato di amore eterno,
per questo ti ho attratto con misericordia al mio cuore” (Ger 31,5). Poi,
ha predisposto come una catena di grazie, per cui ha chiamato delle
creature a cooperare con Lui perché tu avessi questa vita e la
realizzassi. Vedi i genitori e poi tutte le altre persone che a livello
materiale e spirituale hanno accompagnato la tua vita. Dio poi, ti ha
creato/a anche con un’anima immortale,. Ti ha creato libero, intelligente,
con una capacità immensa di amare, con la sete di felicità e d’infinito.
Tutto questo ha fatto per te Dio perché tu potessi esistere e vivere, ...
e
vivere per sempre.
2a) Chiamata nella Famiglia di
Dio Che cosa siamo noi se non un granello di polvere
sperduto nell’universo? Ma Gesù, il Figlio di Dio si é incontrato con noi,
povere e piccole creature e si é innamorato di noi fino a volerci nella
sua Famiglia. Con la sua morte sulla croce, versando tutto il suo sangue
ci ha fatti fratelli suoi e figli del Padre suo. Prima eravamo solo
“creature” di Dio, Gesù ci ha guadagnato l’adozione a “figli di Dio” ed
essendo figli siamo anche eredi, dirà S. Paolo e perciò, tutto quello che é
del Padre é anche nostro. Con il Battesimo dunque, noi non solo siamo
diventati figli di Dio, ma siamo anche partecipi della sua divinità.
Ognuno di noi e quindi anche tu porti in te un po’ di Dio. Non poteva che
essere così, ma é davvero una cosa grande!
3a) Chiamata
alla santità Prima che il mondo fosse, Dio ci ha
predestinati perché fossimo santi e immacolati (Ef 1,4). Per questo Gesù
ci dice: “Siate perfetti come é perfetto il Padre vostro che é nei cieli”
(Mt 5,48). Questa perfezione é la santità ordinaria chiesta a tutti.
D’altra parte, siamo stati creati per amore, siamo stati fatti figli di
Dio, abbiamo avuto in aiuto la Grazia per vivere coerentemente la nostra
fede cercando di amare Dio e i fratelli, non potremmo non essere santi.
Questa é la santità alla quale nessuno dovrebbe sfuggire. E perché del
resto rifiutare di essere santi? Al contrario, é la cosa più desiderabile
ed é anche la carta di identità che ci ammetterà al Paradiso. Quindi,
facciamo attenzione: non pensiamo che la santità sia qualcosa di
straordinario riservato a qualcuno, a quei santi canonizzati che tutti
conosciamo. Anche loro non si rendevano sempre conto di essere così
graditi a Dio e agli uomini. Ma Dio e gli uomini hanno riconosciuto la
loro vita santa. Del resto, anche a voi sarà capitato di incontrare
persone che traspirano bontà. Ecco, questo impegno a vivere secondo la
Parola di Dio, ad essere buoni, questa é la santità normale che come
cristiani siamo chiamati a vivere. Poi ci saranno santi che hanno fatto
cose eroiche...quella é una chiamata in più.
4a)
Chiamata alla vita eterna E’ inutile deviare il discorso:
siamo nati alla vita e vivendo siamo sulla via del ritorno verso la
nascita al cielo dove vivremo per l’eternità. Da giovani non ci si pensa e
anzi, ci fa proprio un po’ paura, perché abbiamo un’immagine molto
dolorosa della morte. Io ho sempre avuto il terrore. Adesso molto meno.
Ebbene, questo per dire che alla fine della vita dovremo presentarci
personalmente all’incontro con Gesù, il quale giudicherà la nostra vita.
Trovati santi , cioé con le opere buone, Gesù ci ammetterà alla gloria
eterna del Padre e là vivremo per sempre nella gioia perfetta insieme a
tutti i santi del cielo e a quanti avremo amato sulla terra. Questo é il
nostro destino: il Paradiso...
DENTRO QUESTE CHIAMATE, LA TUA
VOCAZIONE
E’ in questo percorso “normale” della nostra vita,
che noi dobbiamo cogliere i segni che indicano la nostra personale e
particolare vocazione. Ora, voi capite com’é importante vivere una vita
moralmente sana, spiritualmente buona per il piano di Dio su di noi.
Quanto più siamo persone rette, oneste, di fede e tanto più ci é dato di
capire con chiarezza le cose spirituali. Tanto più ci é facile intuire la
volontà di Dio, ma non solo: chi é un grazia di Dio ha in sé i doni dello
Spirito Santo i quali operano rendendoci capaci di capire cose superiori
alla nostra intelligenza. Pensiamo ad esempio il dono di Sapienza che ci
fa capaci appunto di “intuire con il cuore” ciò che altri non intuiscono
per intelligenza e cultura. Immaginate allora come si possano cogliere
questi segni là dove si vive purtroppo nel peccato abituale, nello
stordimento, nel fango delle passioni o comunque, il meglio che possa
capitare,...nell’indifferenza? Certo, se Dio vuole raggiungere un’anima,
la raggiunge ovunque, ma che fatica il risalire! Io dico sempre: Attenti
giovani! Il Signore può essere ad aspettarvi sulla soglia della
discoteca!
Vi lasciamo con alcune domande sulle quali riflettere
e rispondere: 1) Dove mi conduce il sentiero che sto
percorrendo? 2) Che cosa sto facendo in ordine alla mia realizzazione
e alla causa dell’umanità? 3) Che idea di uomo/donna, della sua
dignità, della sua grandezza, delle sue potenzialità, emerge dalla vita
che conduco? 4) Che posto occupa Dio nella visione che ho della vita,
della sua origine e del suo fine, e che traccia imprime Dio nella
concretezza della mia vita quotidiana?
Lo Spirito Santo possa con la sua luce e con la sua
forza aprirvi la mente ed il cuore alla verità di te stesso/a.
Maria, Madre delle vocazioni, ti benedica
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