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TRE MOTTI PER UN CARISMA E LE SUE TAPPE Molti di voi giovani, ragazze e ragazzi che siete venuti a visitare e a leggere queste pagine vocazionali, ci avete interpellato, chiesto informazione e consigli, forse nel desiderio di capire qualcosa in più della nostra vita e della vita religiosa in genere, anche attraverso un confronto con noi, con il nostro ideale. Sì, "ideale", perché di questo si tratta. La vita domenicana è un ideale che generazioni e generazioni di giovani come voi hanno abbracciato in un arco di "otto secoli" di storia. Intatto è giunto fino a noi, grazie alla risposta ed alla perseveranza con la quale loro, hanno saputo rispondere alla chiamata del Signore attraverso il carisma di Domenico. Essi hanno incarnato l’idea di Domenico, con entusiasmo ne hanno vissuto il carisma ed ecco allora S. Tommaso d’Aquino, santa Caterina da Siena, il beato Angelico, Pier Giorgio Frassati, tanto per ricordarne alcuni. Ebbene, voglio fare per voi una sintesi di questo nostro "ideale" illustrandovi brevemente i tre motti dell’Ordine:
In questo "motto", coniato da S. Tommaso, il "contemplare" è la parte più importante, benché essa non deve essere disgiunta dal "donare agli altri". La vita domenicana è questa: non una predicazione qualsiasi, ma una predicazione che è il frutto di una esperienza contemplativa. E del resto, se tu capisci, se scopri qualcosa dell’infinito amore di Dio, davvero non puoi trattenerti dal comunicarlo. Così anche noi, che siamo nell’Ordine l’espressione propriamente contemplativa, anche noi, certo, pur vivendo in monastero, doniamo agli altri il frutto della nostra esperienza condividendo con i fratelli la preghiera, incontrandoli nel nostro monastero, spezzando con loro il pane della Parola. Questo secondo motto esprime la missione di tutta la Famiglia domenicana: "Lodare" Dio pubblicamente – "Parlare-bene (bene-dire) degli altri" – "Parlare davanti agli altri" , cioè predicare. Quindi preghiera liturgica, benedire, che è soprattutto dei Padri sacerdoti e appunto, predicare, parlare di Dio agli altri.
Carissima Amica e carissimo Amico, PERCHE’ QUESTO "IDEALE" NON POTREBBE ESSERE ANCHE IL TUO?
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