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Crisi di
vocazioni? NO!
L’Ordine dei Predicatori (o Domenicano) ha un suo Superiore dal quale dipendono i Frati, le Monache e i Laici domenicani.. Nel nostro caso il Superiore maggiore ha il titolo di "Maestro", ossia Maestro Generale o Maestro dell’Ordine. "Maestro" perché, essendo a capo di un Ordine di persone dedite per vocazione all’insegnamento della sana Dottrina e alla predicazione della Parola di Dio, é giusto che capo ci sia un Maestro.
Padre Carlos è fortissimo, gli piace fare l'imitatore degli animali, é pieno di gioia! L'8 agosto 2001, in chiusura del Capitolo Generale celebrato a Provedence (USA) dove è stato eletto Maestro dell'Ordine, nella sua omelia, fra le altre cose ha detto: " Gli specialisti del Rinascimento raccontano che i grandi artisti dell'epoca, esperti negli 'affreschi', disegnavano le grandi linee delle loro opere e che i loro discepoli continuavano il lavoro di rifinitura, davano vita e colore ai dettagli. Allo stesso modo Domenico ci ha lasciato, magistralmente designati (lo chiamavano Maestro Domenico), i tratti delicati e fondamentali che hanno dato vita all'Ordine. I suoi figli e le sue figlie hanno continuato la sua opera per quasi otto secoli dando vita e colori, precisando i tratti con alcuni ritocchi magistrali e in contesti diversi, mediante linguaggi e culture diverse, in luoghi e modi di presenza differenti...". "...noi siamo veramente domenicani, amiamo la verità contemplata, professata, cercata, come si ama una persona...e vogliamo che il mondo lo sappia. Proprio come i frati di quella Pentecoste domenicana (agosto 1217) noi partiremo...come semi gettati nell'aria. Non è bene che il grano sia ammassato e marcisca. Il grano deve essere seminato 'globalmente'...". "...Siamo sempre coscienti della nostra missione: abbiamo il senso dei veri e profondi bisogni degli uomini. Camminiamo poveramente, liberamente, vigorosamente e amorevolmente verso Cristo. Compiamo con gioia, con semplicità, con umiltà, con forza e come essente la volontà del Signore, il dovere che deriva dalle circostanze nelle quali ci troviamo. Operiamo con sveltezza, compiamo bene e gioiosamente ciò che la Chiesa e il mondo si aspettano da noi oggi, anche se ciò supera infinitamente le nostre forze e ci chiede di offrire la nostra vita..." Ebbene, carissime/i, queste parole sono quanto mai incoraggianti per voi e per noi, in un tempo in cui sembra che tutti abbiano inforcato gli occhiali neri. Avere la speranza e avere fiducia in Dio e in se stessi, è davvero qualcosa che accende nei cuori una nuova voglia di vivere; la voglia di vivere la vita e donarla con e per amore di Cristo e dei fratelli. La vocazione è una scelta di totalità che realizza totalmente la persona. Essa è frutto di una "chiamata divina", ma è anche una decisione della volontà del chiamato/ta, una volontà libera di offrire se stessi al "datore" della vita. Una volontà libera di donarsi a Dio perché attraverso noi realizzi i Suoi progetti che diversamente resterebbero incompiuti. E' vero che a livello universale l’Ordine domenicano non soffre penuria di vocazioni, ma è altrettanto vero che l’Italia lascia a desiderare benché ci siano postulanti, novizi/e e studenti in formazione. Ma quelli che ci sono non bastano a rinvigorire le comunità dove spesso sono i fratelli anziani a tener duro. Eppure la nostra società a bisogno di ritrovare i valori della vita, della fede, della famiglia attraverso, sì, una predicazione delle verità della fede, forte e dottrinalmente sicura . Chi lo farà se non una nuova schiera di giovani entusiasti di Gesù Cristo e infiammati dalla sua Parola, l’unica che salva? Con Domenico, sulle nostre strade a predicare la Verità! E' un invito! Maria, Madre delle vocazioni vi benedica E' sempre possibile avere ulteriori informazioni e fare una esperienza di preghiera e discernimento vocazionale presso la nostra Comunità. |
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