Sentinella dei popoli

    "Sentinella", così si era denominato il grande Pontefice S.Gregorio Magno, meditando un giorno su un versetto del Biblico Profeta Ezechiele. Gregorio era nato a Roma verso il 540, dalla nobile famiglia degli Anicii, da cui aveva ricevuto, come era consuetudine delle famiglie patrizie della Roma dei Cesari, quella accurata educazione che avrebbe avviato i figli maschi alle più importanti cariche pubbliche della magistratura e della saggia amministrazione del governo della Città, Il giovane Gregorio aveva assunto dai suoi avi i grandi doni del più alto senso del dovere, della stima verso la disciplina e l'amore ai principii su cui deve sussistere ogni società civile bene organizzata. Ben presto preparato ai futuri compiti dallo studio serio del Diritto, si dedicò con passione all'impegnativo cursus honorum apud Romanos, che gli consentì, appena trentenne, di assumere l'incarico di Pretore urbano. Nel 573 era già praefectus Urbis, allora ritenuta una delle più alte cariche dello Stato, che gli fece acquisire una degna e necessaria esperienza di saggio governo, tale da assicurargli, più tardi, ampio esercizio pastorale nel governo della Chiesa universale. Ma Gregorio avvertiva che la soddisfacente carriera raggiunta non appagava in pienezza il suo spirito. Stava, appunto, riflettendo sullo stile di vita che sembrava avesse raggiunto un ruolo considerevole per la sua giovane età, quando, improvvisamente, la morte gli tolse la presenza più determinante pel suo avvenire, quale è quella del padre. Dio entrò allora nella sua vita e gli fece capire che lo aveva scelto per Sé e per le Opere sue. Gregorio comprese il piano di Dio, gli rispose subito: lasciò i Codici, lasciò che i cittadini romani continuassero a giurare per la pietra del Giove eretta in Campidoglio, e stabilì che la sua vita fosse, invece, tutta rivolta a Dio che lo chiamava a servire i Suoi Interessi. Entrò nella vita monastica che Benedetto da Norcia aveva fondato per i suoi monaci, così, la bella dimora patrizia sul Celio, fu trasformata in Monastero che assunse il titolo di S.Andrea, e, ad esso affluirono presto monaci esemplari. Qui, nel silenzio, gravido sempre della Presenza di Dio, Gregorio attese all'orazione, immergendosi nella luce contemplativa che gli comunicava le arcane dolcezze dell'unione intima col suo Dio. Finalmente, Gregorio si sentiva felice perché vivendo con Dio si sentiva tutto avvolto nella pace e gioia profonda che solo la Divina Presenza può comunicare all'anima che lo cerca con la forza della Fede. Ma tali soavità della vita puramente contemplativa, non durarono a lungo, perché un ordine del Pontefice Pelagio II° gli impose di occuparsi di una delle 7 circoscrizioni dell'Urbe, e quindi, l'invio di lui a Bisanzio in qualità di apocrisario, cioè come Nunzio Apostolico, e, infine, al suo ritorno a Roma, perché divenisse primo collaboratore del Papa stesso. Il 7 gennaio 590, con la morte del Papa Pelagio II°, la Chiesa romana fu privata del suo Vescovo. Nonostante la sua volontà decisamente contraria, il 3 settembre 590 il monaco Gregorio, che tale restò almeno nello spirito, fino alla sua morte, dovette accettare suo malgrado, la consacrazione come Vescovo di Roma e, nella basilica di S.Pietro, anche la sua intronizzazione come Sommo Pontefice della Chiesa universale, sul soglio di S.Pietro. Alla scuola del grande Padre dei Monaci, Gregorio aveva appreso che la prima virtù del Pastore è la bontà che, come calamita, attira i cuori. Ma ad essa stava bene accanto la vivida luce di una intelligenza lucida, penetrante, pronta a cogliere l'essenziale ricco di una carità genuina rifuggente, però, da ogni compromesso o debolezza. Sacerdote integerrimo, dotto e religiosamente pio, tutto faceva dipendere dal suo essere e voler sempre rimanere monaco e benedettino. Coltivò, pertanto, la passione del lavorare alla costruzione paziente lungimirante della città terrestre, in vista di quella Eterna. Il grande Agostino di Ippona, gli aveva insegnato l'arte di come agire sulla storia per porre su di essa le solide fondamenta del Regno di Dio. Realizzò, per questo, opere imponenti, organizzò piani di soccorso ai poveri con rifornimenti di alimenti necessari alla vita dei suoi figli, più che sudditi. Questi, infatti, l'ebbero più Padre che Capo, perché attese anche all'istruzione del popolo che Dio gli aveva affidato, per cui, mentre vinceva l'urlo della carestia materiale, trasformando, come fu detto, la "Chiesa in un granaio spalancato", si preoccupò di assicurare al Gregge la Parola di Verità che sfama le anime sitibonde di nutrimento spirituale. Veramente ammirevole l'attività di governo da lui espletata. Vero padre dei poveri, organizzatore nel migliorare le condizioni si vita dei sudditi, specie in Sicilia giunse la sua presenza sanatrice e ricca di bontà paterna, favorendo il progresso e la civiltà di quella regione. Il suo Pontificato, purtroppo, iniziò in un frangente assai difficile per l'Italia, ormai tutta preda del dominio Longobardo. Con questi stranieri spadroneggianti, egli riuscì ad agire politicamente negoziando sì, ma restando ben deciso a favorirne la conversione al Cristianesimo Cattolico. La Provvidenza lo assistette facendogli trovare una pronta alleata in questa Impresa, nella regina Teodolinda già cattolica, e, con l'aiuto valido di questa Donna, forte perché convinta, ottenne che i Longobardi, fossero essi ariani o pagani, si convertissero divenendo cristiani cattolici che si fusero con i Latini ormai cattolici, formando un unico popolo sotto il vessillo della santa Croce di Cristo. impegnato nella Evangelizzazione dei popoli componenti la grande Europa, si lasciò invadere dalla passione per la causa Missionaria, e, per questo, nel 595 incaricò alcuni nobili romani di acquistare in Gallia, degli schiavi anglosassoni per farli educare nella Fede Cristiana in vista di una futura attività missionaria nel loro Paese di origine. La Missione, così accuratamente preparata favorì l'impresa. Avendo il Papa interpellato il Clero secolare sulla sua eventuale disponibilità a partire per la nuova Missione in Anglia, ed avendo avuto risposta negativa, Papa Gregorio provvide allora al reclutamento dei Missionari rivolgendosi ai monaci del suo Monastero di S.Andrea al Celio. Nel 596 il Priore dom Agostino ricevette dal Papa l'ordine di partire con un numeroso gruppo di monaci alla volta della ignota Anglia. Tanto può il Voto di Obbedienza in un Ordine religioso Cattolico! Pertanto, nella primavera avanzata del 596, i monaci benedettini romani sbarcarono nell'isola Thanet che apparteneva al regno di Kent, e, non avendo essi incontrato ostacoli di sorta, l'impresa missionaria, grazie anche alla presenza dei liberti anglosassoni divenuti già cattolici, ebbe soddisfacente avvìo. Nel 598 Papa Gregorio, scrivendo al Patriarca di Alessandria, riferiva dei grandi successi inglesi , che nel 601 culminarono con la conversione del re Etelberto che ricevette il S.Battesimo con i suoi ufficiali. Frattanto il Priore dom Agostino era stato consacrato Vescovo di Arles e Vicario Papale per la Gallia. Nel 600, però, in occasione del Natale, più di 10.000 Anglosassoni ricevettero il Battesimo cattolico. Sempre nel 601 Papa Gregorio I° inviò un nuovo contingente di Missionari, diede il Pallio ad Agostino e gli ordinò di costituire in Anglia due sedi metropolite con 12 suffraganee ciascuna. Agostino divenuto Capo di quelle nuove Chiese fissò la sua sede in Canterbury. Papa Gregorio I° ebbe molto a cuore la Riforma della Liturgia Romana; compose il Sacramentario e ampliò la musica sacra introducendo un nuovo canto liturgico che da lui prese appunto il celebre nome che si chiama ancora oggi canto Gregoriano. Scrittore fecondo pose mano ad opere insigni, in prevalenza a carattere esegetico, omiletico e morale; opere dettate dallo zelo pastorale per i monaci, il clero, per tutto il popolo di Dio. Pago solo di farsi tutto a tutti, qualificandosi servus servorum Dei! Papa Gregorio, pur considerandosi suddito del re di Costantinopoli, seppe, tuttavia, mantenere l'indipendenza della Chiesa dinanzi al potere civile, rivendicando, da buon romano, cresciuto alla scuola del Diritto, i sacrosanti Diritti del romano Successore di San Pietro nel governo della Chiesa di Cristo. A causa della cagionevole salute Papa Gregorio I° trascorse gli ultimi anni della sua attivissima vita sempre a letto. Si alzava senz'altro per celebrare nei giorni festivi le SS.Messe solenni. Governò intensamente la Chiesa per soli 14 anni ma spendendo tutto se stesso per il suo Apostolico Dovere. Papa Gregorio I° fu giustamente appellato Magno per le opere grandiose che realizzò, ma anche per la santità della sua vita di Vicario di Cristo S.Gregorio Magno ritornò a Dio il 12 marzo 604 e fu inumato nella Basilica Vaticana.    

    Essendosi sempre ritenuto lieto, S.Gregorio Magno, del titolo di "sentinella che veglia dall'alto", ci auguriamo che il suo spirito di sempre vigile ed attenta scolta, continui a vegliare, ora più che mai, sui destini religiosi dell'Europa, continente nostro . Si ricordi il grande Pontefice con quanta oculatezza di ottimo Pastore seppe condurre buona parte di essa al Dio vero. In questo nostro oggi così precario, ne illumini i governanti, ne guidi le menti, ispiri le Legislazioni, faccia risplendere il senso della sana moralità ovunque, In questo III° Millennio, non si vergogni l'Europa delle sue umili origini, ma in ogni popolo del continente Europeo si ravvivi la coscienza e la stima delle proprie, splendide Cristiane Radici.


da ERACLIANO  N. 61/62/63 - I/II/III - MMIII