"Nella luce di S.Agnese santa"
di sr. M.Rosaria Spingardi o.p.
Da
settecento anni, una delle tante e belle anime, una anzi delle più elette anime
che siano uscite dall’Amore creatore di Dio, vive e canta a Lui l’inno della
gloria seguendo l’Agnello immolato ovunque vada.
Ella è Agnese Segni che fu monaca domenicana nel Monastero da lei fondato in
Montepulciano (Siena), rendendo illustre per la vita santa e gli straordinari
miracoli operati in vita e dopo morte, la Chiesa che l’ebbe eletto fiore, e
l’Ordine Domenicano di cui fu privilegiato membro. Il suo elogio, nei secoli,
l’ha tessuto la facondia di celebri oratori; l’ha celebrato solennemente il
Pontefice nell’ormai lontano 12 maggio 1726, scrivendone il nome nell’elenco
delle Sante Vergini, lo ripete con note festose l’Ordine Domenicano, che,
nella palestra della santità, le fu maestro e scelta guida.
Non sempre è concesso e non facilmente avviene che un grande Santo tenga il
panegirico di un altro grande Santo; tuttavia, per Agnese Segni, la Vergine
Poliziana, eletta figlia dell’Ordine di S.Domenico, ciò è avvenuto per
l’alta stima che della sua peculiare santità aveva sempre nutrito l’altra
grande Domenicana S.Caterina da Siena. Quel che fu S.Agnese lo narrò la Senese
in una delle sue celebri Lettere, indirizzata a Suor Cristofora, allora Priora
del Monastero di S.Maria Novella che S.Agnese aveva fondato nella città di
Montepulciano agli albori del 1306. Questa Lettera è il documento più completo
che la Storia ci abbia lasciato intorno alla Santa poliziana in cui la Benincasa
tratteggia con effetto felice i lineamenti spirituali della sua Santa Consorella
monaca. Ne citiamo qualche breve passo: “” Scrivo a te nel prezioso Sangue
con desiderio di vedere te e l’altre seguitare le Vestigie della madre nostra
santa Agnesa gloriosa….Sapete che sempre vi di dottrina ed esempio di vera
umiltà.Questa fu quella propria virtù principale che fu in lei…..Ella ebbe
quella carità increata che continuamente ardeva e consumava nel cuore suo: ella
era mangiatrice e gustatrice delle anime “
In
uno dei tanti colloqui che la Santa Senese Caterina aveva avuto durante un
trasporto estatico con la Divina Paternità, le era stata data da Dio
l'assicurazione che la sua anima, una volta giunta all’Eterno Regno, avrebbe
goduto in Paradiso una gloria pari a quella che S.Agnese già possedeva e
sperimentava, essendo passata al Cielo già da trent’anni, così come pari era
stato l’amore che entrambi aveva legate a Cristo sulla terra.Sappiamo dalla
storia con quale amore di predilezione filiale e fraterna, Caterina, da quel
giorno si sentisse e mantenesse unita alla sua Santa Consorella, e quella che
dalla giovane Mantellata godeva di essere chiamata “Madre nostra gloriosa”,
con singolari prodigi le manifestò quanto gradisse tanta filiale tenerezza.
Agnese Segni è dunque modello di perfezione religiosa e maestra di santità
Domenicana a tutte le Monache dell’Ordine di S.Domenico che si ritengono
felici di averla dolcissima Madre e speciale Protettrice.
Visitando i numerosi Monasteri in cui la sua memoria è venerata, Agnese Santa
presenta alle sue Figlie di oggi, con lo stesso materno cuore e in tutta la sua
intatta limpidezza, l’Ideale di vita monastica secondo lo spirito di
S.Domenico, alla cui fiamma Ella stessa riscaldò il cuore, illuminò
l’intelletto, temprò la volontà.Ella insegna ad ogni monaca Domenicana di
quali ardori debba essere pervaso il cuore consacrato a Cristo, e alla salvezza
delle anime e come essere tutte “mangiatrici e gustatrici di anime” Il
messaggio di umiltà, di dolcezza, di carità, di filiale dipendenza da Dio,
amato e servito come Padre più che come Sovrano e Signore che Agnese santa ha
lasciato, corre ancora di Monastero in Monastero a risvegliare negli animi o a
perfezionarli, i germi preziosi di queste fondamentali virtù che fecero di
Agnese Segni una vera monaca Domenicana.
Quarantanove anni soltanto di vita terrena bastarono a fare di lei la vera Sposa
dell’Agnello, il Modello immortale di una innumerevole schiera
di Anime consacrate a Dio nella clausura Domenicana, l’Eroina di uno
Zelo apostolico sempre più divampante nella brama di guadagnare anime a Cristo
e alla Chiesa. Alle sue Figlie di oggi come a quelle di ieri, ella assicura
maternamente la Sua assistenza, ripetendo loro quel suo mirabile testamento
lasciato nel lontano 20 aprile 1317, mentre stava per rendere a Dio la
splendente anima: “ Se mi amate veramente, dovete godere della mia morte, non
piangerla, figlie mie, poiché io vado alla Vita e alla felicità eterna. Come
il nostro Padre S.Domenico, anch’io, con Lui, vi sarò più utile in Paradiso
che quaggiù; non temete, sarò sempre con voi.”
Confortate da tale dolcissima certezza , le Monache del suo Ordine, guardano con fiducia rinnovata a Lei, e, mentre la invocano “Agnese santa, Madre nostra gloriosa” sentono che Ella le custodisce tutte sotto l’ampia cappa nera, tempestata delle nivee croci bianche che narrano al mondo la gloria immortale di cui Iddio ha redimita la sua umiltà, si stende come ala protettrice su ogni Monastero la sua benedizione materna, in risposta al supplice filiale grido: ”Imple, Mater, quod dixisti, nos tuis juvans praecibus! ”
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